Due studi appena pubblicati su Alcoholism: Clinical & Experimental Research descrivono alcuni dei legami tra  consumo di alcol e sonno.

I danni dell'alcol al sonno

1. Gli adolescenti che dormono poco e male possono sviluppare problemi di alcol e droga

Difficoltà a dormire e sonno insufficiente sono comuni tra i giovani [americani]. Ricerche precedenti avevano dimostrato che un sonno scadente può prevedere problemi legati all'alcol e l'uso illecito di droga tra gli adolescenti e i giovani adulti, in campioni ad alto rischio.

 


Un nuovo studio ha scoperto che le difficoltà di dormire e le ore di sonno possono predire una serie di problemi specifici, tra cui il binge drinking [bere molto e in modo disordinato], la guida sotto l'influenza dell'alcool e i comportamenti sessuali a rischio, in un campione rappresentativo a livello nazionale. I risultati saranno pubblicati online nel numero di febbraio 2015 di Alcoholism: Clinical & Experimental Research e sono attualmente disponibili in visione anticipata.


"I sondaggi nazionali indicano che il 27 per cento dei bambini in età scolare e il 45 per cento degli adolescenti non dormono abbastanza", ha dichiarato Maria M. Wong, professore e direttrice della formazione sperimentale nel dipartimento di psicologia della Idaho State University. "Altri studi hanno dimostrato che circa un adolescente su 10 ha avuto difficoltà ad addormentarsi, o a mantenere il sonno, quasi ogni giorno o ogni giorno, nei 12 mesi precedenti". La Wong è anche l'autrice corrispondente dello studio.


"Questo documento è importante in quanto migliora la nostra comprensione della relazione tra il sonno e i problemi da uso di sostanze, includendo non solo i problemi di sonno (difficoltà ad addormentarsi e/o a mantenere il sonno), ma anche il sonno insufficiente, considerato come ore di sonno", ha aggiunto Tim Roehrs, direttore della ricerca allo Sleep Disorders and Research Center dell'Henry Ford Hospital, e uno dei primi ricercatori a identificare l'insufficienza di sonno come un problema clinico nel 1990.


"Per gli adulti normali, i disturbi del sonno e l'insonnia prevedono l'insorgenza del consumo di alcol un anno dopo, e l'aumento del rischio di disordini nell'uso di qualsiasi droga illecita e della dipendenza da nicotina 3,5 anni più tardi", ha detto Wong. "Tra gli alcolisti adulti che hanno ricevuto il trattamento per la dipendenza da alcol, quelli con insonnia al basale hanno più probabilità di ricaduta nell'uso di alcol. L'associazione tra il sonno scadente e l'uso di sostanze è stata trovata anche in gruppi di età più giovane. La sovrafiacchezza nell'infanzia prevede una minore risposta di inibizione in adolescenza, che a sua volta prevede la quantità di sostanze illecite usate in età adulta. La sovrafiacchezza nell'infanzia prevede anche direttamente la presenza di binge drinking, di blackout, di guida dopo aver bevuto alcolici, e di un numero di problemi di alcol di tutta la vita in giovane età adulta. Lo scopo di questo studio era esaminare se le difficoltà di sonno e le ore di sonno potessero prevedere in modo prospettico diversi gravi problemi correlati alle sostanze, che comprendono il binge drinking, la guida sotto l'influenza di alcool e i comportamenti sessuali a rischio".


La Wong ed i co-autori hanno analizzato i dati raccolti tramite interviste e questionari da 6.504 adolescenti (52% ragazze, 48% maschi) che partecipavano al National Longitudinal Study of Adolescent Health. I dati sono stati raccolti in tre ondate - 1994-1995, 1996 e 2001-2002 - e gli autori dello studio hanno usato le difficoltà del sonno dell'ondata precedente per prevedere i problemi correlati alle sostanze dell'onda successiva, e hanno controllato i problemi correlati alle sostanze dell'ondata precedente.


"Le difficoltà a dormire dell'ondata precedente hanno predetto significativamente i problemi interpersonali di alcol, di binge drinking, ubriacarsi o bere molto alcool, guidare sotto l'influenza dell'alcool, entrare in una situazione sessuale di cui poi ci si rammarica a causa del bere, e usare qualsiasi droga illecita e problemi legati alla droga, dell'ondata successiva", ha detto la Wong. "I problemi correlati alle sostanze, come il binge drinking, guidare sotto l'influenza di alcool e i comportamenti sessuali a rischio sono più importanti di altri a causa della loro associazione con la guida spericolata, gli incidenti automobilistici, le lesioni fisiche e persino la morte, così come il rischio di trasmissione di malattie per via sessuale e la gravidanza non pianificata".


"Il tasso di problemi del sonno in questo campione di adolescenti è molto simile a quello degli adulti", ha aggiunto Roehrs, "circa il 10 per cento di insonnia cronica e circa il 30 per cento di insonnia occasionale. Questo spiega le basi biologiche di fondo dell'insonnia. Inoltre, le conseguenze delle difficoltà di sonno e l'insufficienza di sonno, quando si aggiungono all'uso di alcool o di altre sostanze, possono influenzare sia le aree mediche che quelle comportamentali. E quale di queste è più importante dipende dal fatto che ci si concentri sulle conseguenze a breve o a lungo termine; l'impatto immediato di un incidente automobilistico o le ridotte opportunità future di lavoro a causa della perdita di impegno educativo".


"Precedenti studi sugli adolescenti sono stati eseguiti per lo più su campioni ad alto rischio", ha osservato la Wong. "Questo studio si aggiunge alla letteratura esistente che istituisce una relazione tra due variabili di sonno (difficoltà e numero di ore), e le probabilità di gravi problemi da alcool e dall'uso di droga in un campione rappresentativo a livello nazionale".


Sia la Wong che Roehrs ritengono che i genitori possono avere un ruolo importante per quanto riguarda le abitudini del sonno dei loro adolescenti. "I genitori devono capire programmi, modelli e abitudini di sonno dei loro figli", ha dichiarato la Wong. "Se i bambini hanno difficoltà di sonno o una scarsa igiene del sonno, è importante che i genitori ne parlino con loro e scoprano i fattori che possono causare i problemi. I genitori potrebbero spiegare l'importanza del sonno ai propri figli, per esempio, come il sonno può influenzare lo sviluppo del cervello e quindi l'auto-controllo e il comportamento. I genitori potrebbero anche aiutare i loro bambini a mantenere un programma regolare di sonno e a monitorare/controllare le attività dei figli prima di dormire, per esempio, eliminando i videogiochi o gli sms dopo una certa ora della notte".


"E ricordare", ha aggiunto Roehrs, "che quando si monitora la salute del sonno di un figlio, ci possono essere due questioni diverse: difficoltà di sonno e insufficienza di sonno".


La Wong spera che una ricerca futura affronterà come disturbi e privazione del sonno possono influenzare i meccanismi cerebrali, che a sua volta influenzano il controllo degli affetti, dei processi cognitivi, e del comportamento. "Periodi prolungati di veglia sembrano influenzare negativamente la corteccia prefrontale (PFC)", ha detto. "La PFC regola affetti, attenzione e attività cognitive complesse. Uno studio recente ha dimostrato che i soggetti privati del sonno sperimentano una perdita di connettività funzionale tra l'amigdala e la PFC-mediale rispetto ai controlli. Quindi gli studi futuri potrebbero esaminare come la circuiteria neurale media l'effetto dei problemi di sonno sull'auto-regolamentazione e sui comportamenti a rischio".

 

 

 


2. Bere prima di andare a dormire disturba il sonno

Per gli individui che bevono prima di dormire, l'alcol agisce inizialmente come un sedativo - marcato dall'attività di frequenza delta nell'elettroencefalogramma (EEG) del Sonno a Onde Corte (SWS - Slow Wave Sleep) - ma è poi associato a disturbi del sonno.


Riduzioni significative dell'attività e della potenza della frequenza delta EEG si verificano anche nello sviluppo normale nell'età compresa tra 12 e 16 anni; allo stesso modo questo è un momento in cui di solito si consuma alcol per la prima volta, mentre gli aumenti drastici del consumo avvengono tra gli universitari.


Uno studio sugli effetti dell'alcol sullo spettro di potenza EEG del sonno degli studenti universitari ha scoperto che bere prima di coricarsi provoca non solo un aumento iniziale di potenza delta collegata al SWS, ma provoca anche un aumento di potenza alpha frontale, che si ritiene rifletta un sonno disturbato.


I risultati saranno pubblicati online nel numero di febbraio 2015 di Alcoholism: Clinical & Experimental Research e sono attualmente disponibili in visione anticipata.


"Le persone probabilmente tendono a concentrarsi sulle proprietà sedative dell'alcool riferite di solito (che inducono il sonno in tempi più brevi, soprattutto negli adulti), piuttosto che sul deterioramento del sonno che si verifica più tardi nella notte", ha dichiarato Christian L. Nicholas, docente di ricerca nello Sleep Research Laboratory dell'Università di Melbourne e autore corrispondente dello studio.


"La riduzione dell'attività di frequenza delta EEG che vediamo nelle varie età probabilmente rappresenta dei normali processi di maturazione del cervello poichè il cervello adolescente continua a svilupparsi fino a piena maturità", ha detto Nicholas. "Anche se l'esatta funzione del sonno non-REM (nREM), ed in particolare il SWS, è un argomento di dibattito, si pensa che essa rifletta la necessità e la qualità del sonno; in tal modo qualsiasi interruzione di questo può influenzare le proprietà ricostituenti sottostanti del sonno e pregiudicare il funzionamento diurno".


Nicholas ed i suoi colleghi hanno reclutato 24 partecipanti (12 donne, 12 uomini) sani, tra i 18 e i 21 anni, bevitori sociali che avevano consumato meno di sette bicchieri standard alla settimana negli ultimi 30 giorni. Ogni partecipante ha subito due regimi: alcool pre-sonno e un placebo, seguito da polisonnografia standard con registrazioni complete EEG.


I risultati dimostrano che l'alcol aumenta il potere delta SWS durante il nREM. Tuttavia c'è un contemporaneo aumento della potenza alpha frontale. "Per i ricercatori del sonno nel settore degli studi sull'alcol", ha detto Nicholas, "i nostri risultati indicano che bisogna fare attenzione quando si interpretano gli aumenti di SWS 'segnati visivamente' associati al consumo di alcol. Gli incrementi di SWS, che tradizionalmente sarebbero interpretati come una buona cosa, possono essere associati a cambiamenti più sottili che indicano un sonno disturbato, come ad esempio gli aumenti che abbiamo osservato nell'attività alfa, che si presentano quando si valutano componenti micro-strutturale più dettagliati dell'elettroencefalogramma del sonno".


Nicholas ha spiegato che l'aumento della potenza alpha frontale che si verifica a seguito del bere pre-sonno probabilmente riflette una perturbazione delle normali proprietà delle onde lente del sonno REM.


"In soggetti con condizioni di dolore cronico sono stati osservati aumenti simili nell'attività alfa-delta, associati con sonno scadente o sonno non rinfrescante e alla funzione diurna", ha detto. "Quindi, se il sonno è disturbato regolarmente dal consumo di alcol pre-sonno, specialmente per lunghi periodi di tempo, questo potrebbe avere effetti dannosi significativi sul benessere e sulla funzione neurocognitiva diurni, come i processi di apprendimento e memoria".


L'alcol non è un aiuto al sonno, ha detto Nicholas. "Il messaggio da portare a casa è che l'alcol non è in realtà un aiuto particolarmente buono al sonno, anche se può sembrare che aiuti ad addomentarsi più velocemente. In effetti, la qualità del sonno che si ottiene è significativamente alterata e interrotta".

 

 

 

 

 


Fonte:

  1. Alcoholism: Clinical & Experimental Research via EurekAlert!  (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.
    Riferimenti: Maria M. Wong, Gail C. Robertson, Rachel B. Dyson. Prospective Relationship Between Poor Sleep and Substance-Related Problems in a National Sample of Adolescents. Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 2015; DOI: 10.1111/acer.12618

  2. Alcoholism: Clinical & Experimental Research via EurekAlert! (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.
    Riferimenti: Julia K. M. Chan, John Trinder, Ian M. Colrain, Christian L. Nicholas. The Acute Effects of Alcohol on Sleep Electroencephalogram Power Spectra in Late Adolescence. Alcoholism: Clinical and Experimental Research, 2015; DOI: 10.1111/acer.12621

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