Cosa devono sapere genitori, insegnanti e legislatori sull'attività fisica, la salute del cervello, la cognizione e il rendimento scolastico.

Perché è importante l'attività fisica durante l'infanzia?
Nel corso degli ultimi 30 anni, l'attività fisica dei bambini è diminuita notevolmente [in USA].


Le implicazioni di questo declino per la salute pubblica sono una crescente prevalenza dell'obesità e delle malattie croniche come il diabete e l'ipertensione.


Una nuova edizione di Monographs of the Society for Research in Child Development espande l'argomento chiedendosi se l'attività fisica è legata anche allo sviluppo cognitivo e del cervello dei bambini e al rendimento a scuola.


Gli articoli scientifici pubblicati da oltre 20 ricercatori nella monografia dal titolo "La relazione tra attività fisica nell'infanzia e la salute del cervello, alla cognizione e il rendimento scolastico" indicano che, anche se l'attività fisica nelle scuole è diminuita in parte a causa di una crescente attenzione allo studio e alla sperimentazione accademica, l'attività fisica ridotta è in realtà legata al calo di rendimento scolastico.


Circa 55,5 milioni di bambini frequentano le classi dall'asilo-nido all'ultima delle superiori (4a) negli Stati Uniti in qualsiasi anno accademico. Secondo la ricerca presentata in Monographs, anche se ci sono differenze tra gli stati nella scuola, nel complesso le opportunità di impegnarsi nell'attività fisica sono diminuite.


Le attuali linee guida del Dipartimento di Salute e Servizi Umani raccomandano ai bambini di impegnarsi in almeno 60 minuti di attività fisica intermittente al giorno. Tuttavia, nel 2012, secondo il Centro Controllo e Prevenzione Malattie, solo il 30 per cento dei bambini ha frequentato una scuola con un programma di educazione fisica quotidiana. La maggior parte degli studenti non si impegna in una qualsiasi forma di attività fisica programmata durante la settimana scolastica.


Eppure i bambini fisicamente attivi tendono a superare in prestazioni i loro coetanei inattivi in aula e nei test del rendimento. La ricerca presentata nella monografia aiuta a chiarire il perché. Rispetto ai loro coetanei meno in forma, quelli che si impegnano in più attività fisica hanno un volume cerebrale maggiore nei gangli basali e nell'ippocampo, due aree associate al controllo cognitivo e alla memoria. Il controllo cognitivo si riferisce al controllo del pensiero, all'azione, al comportamento, e al processo decisionale.


I bambini fisicamente attivi hanno maggiore concentrazione e una maggiore ampiezza di attenzione rispetto ai loro coetanei meno attivi. Gli autori trovano che l'essere in forma è legato alla capacità di inibire l'attenzione sugli stimoli concorrenti durante un lavoro, una capacità che può aiutare i bambini a rimanere concentrati e a perseverare per completare un incarico.


Le scoperte sull'attenzione comprendono sia i bambini con bisogni speciali sia quelli con uno sviluppo tipico. Gli autori si riferiscono anche all'attività fisica come ad un intervento non-farmaceutico per i bambini con disturbo-deficit di attenzione/iperattività e per quelli con disturbi dello spettro autistico, con risultati positivi.


Secondo il dottor Charles Hillman, professore di kinesiologia e salute comunitaria alla University of Illinois di Urbana-Champaign, l'autore principale su questo numero di Monographs, "questi risultati puntano all'importanza potenziale degli approcci che si concentrano sull'attività fisica per rafforzare la salute del cervello dei bambini e il rendimento educativo. E' importante che i governi e i dirigenti scolastici considerino questa evidenza e promuovano l'attività fisica in ambito scolastico, che è dove i bambini trascorrono gran parte del loro tempo".


Hillman osserva inoltre che i risultati della monografia provengono non solo da studi che avevano esaminato i cambiamenti nell'attività fisica e il livello di fitness presente spontaneamente nei bambini, ma anche da studi in cui i bambini vengono assegnati in modo casuale ad interventi di attività fisica o alla continuazione della loro attività normale. Questo aiuta ad assicurare che i legami tra attività fisica, sviluppo del cervello e rendimento scolastico siano veramente indotti dalle differenze di attività piuttosto che riflettere le caratteristiche dei bambini che scelgono di essere più o meno attivi fisicamente.

 

 

 

 

 


Fonte: Society for Research in Child Development via EurekAlert! (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Laura Chaddock-Heyman, Charles H. Hillman, Neal J. Cohen, Arthur F. Kramer. III. THE IMPORTANCE OF PHYSICAL ACTIVITY AND AEROBIC FITNESS FOR COGNITIVE CONTROL AND MEMORY IN CHILDREN. Monographs of the Society for Research in Child Development, 2014; 79 (4): 25 DOI: 10.1111/mono.12129

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Il contenuto di questo articolo non dipende da, nè impegna la Biblioteca Comunale di Altivole. I siti terzi raggiungibili da eventuali link contenuti nell'articolo sono completamente estranei alla Biblioteca, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.