Perche ha senso dire: «Piango di felicità»La frase "lacrime di gioia" non ha mai avuto molto senso per Oriana Aragona, psicologo della Yale University.


Ma dopo aver condotto una serie di studi su tali espressioni apparentemente incongrue, lei ora comprende meglio perché le persone piangono quando sono felici.


"Le persone possono ristabilire l'equilibrio emotivo con queste espressioni", ha detto la Aragona, autrice principale del lavoro che sarà pubblicato sulla rivista Psychological Science. "Sembra che abbiano luogo quando le persone sono sopraffatte da forti emozioni positive, e le persone che lo fanno sembrano recuperare meglio da quelle forti emozioni".


Ci sono molti esempi che si risponde ad una esperienza positiva con un'emozione negativa. Il coniuge che piange si riunisce con il soldato di ritorno dalla guerra. Le ragazze teenager urlano ad un concerto di Justin Bieber e così fanno i giocatori di calcio quando segnano un gol vincente. Il giocatore di baseball che ottiene un fuoricampo è sopraffatto sulla casa base dai compagni di squadra. E quando incontrano un bebè "troppo carino da descrivere con le parole", alcune non possono resistere a pizzicargli le guance.


"Mi ha sorpreso che nessuno si sia mai chiesto perché", ha detto la Aragona. Lei ed i suoi colleghi della Yale hanno sviluppato alcuni di questi scenari con dei soggetti e hanno misurato le loro risposte ai bambini carini o alle riunioni felici.


Essi hanno scoperto che gli individui che hanno reazioni negative di fronte alle notizie positive sono in grado di moderare le emozioni intense in modo più rapido. Hanno anche trovato che le persone che hanno più probabilità di piangere alla laurea del figlio hanno più probabilità di voler pizzicare le guance di un bambino grazioso.


Ci sono anche alcune prove che sentimenti negativi forti possono provocare espressioni positive; ad esempio la risata nervosa appare quando le persone si confrontano con situazioni difficili o spaventose, e altri psicologi hanno trovato che arrivano sorrisi durante un'estrema tristezza.


Queste nuove scoperte cominciano a spiegare le cose comuni che fanno molte persone, ma che non capiscono nemmeno loro stesse, ha detto la Aragona. "Queste intuizioni fanno progredire la nostra comprensione di come le persone esprimono e controllano le proprie emozioni, che sono legate in modo decisivo alla salute mentale e fisica, alla qualità delle relazioni con gli altri, e anche al modo con cui le persone lavorano insieme", ha detto.


I co-autori sono Margaret S. Clark, Rebecca L. Dyer e John A. Bargh della Yale.

 

 

 

 

 


Fonte: Bill Hathaway in Yale University (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: E. J. Boothby, M. S. Clark, J. A. Bargh. Shared Experiences Are Amplified. Psychological Science, 2014; DOI: 10.1177/0956797614551162

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