I genitori possono rendere più intelligenti i figli?Leggere storie della buona notte, impegnarsi in una conversazione e cenare la sera insieme sono tutti modi positivi in ​​cui i genitori interagiscono con i loro figli, ma secondo una nuova ricerca, nessuna di queste azioni ha una qualsiasi influenza rilevabile sull'intelligenza dei bambini più avanti nella vita.


Il professore di criminologia Kevin Beaver, della Florida State University, ha esaminato un campione rappresentativo a livello nazionale di giovani, a fianco di un campione di ragazzi adottati del National Longitudinal Study of Adolescent Health e ha trovato le prove a sostegno del fatto che il quoziene di intelligenza (QI) non è il risultato della socializzazione dei genitori.


Lo studio ha analizzato i comportamenti genitoriali ed il loro effetto sull'intelligenza verbale, misurato dal Picture Vocabulary Test (PVT). I test di intelligenza sono stati somministrati agli studenti delle scuole medie e superiori, e di nuovo quando avevano età comprese tra 18 e 26 anni.


"La ricerca precedente che aveva rilevato che i comportamenti legati alla genitorialità influenzano l'intelligenza è forse errata perché non ha tenuto conto della trasmissione genetica", ha detto Beaver, i risultati del cui studio sono stati pubblicati sulla rivista Intelligence.


Da lungo tempo si dibatte sul tema di come i genitori possono influenzare molto l'intelligenza. Alcune ricerche dimostrano che i genitori che socializzano con i loro figli, coerentemente con alcuni principi come leggere insieme spesso o cenare di sera in famiglia, hanno figli che sono più intelligenti rispetto ai bambini i cui genitori non fanno quelle cose. C'è anche la teoria che l'intelligenza non dipende dalla socializzazione dei genitori, ma che è tramandata di padre in figlio geneticamente, non socialmente.


Per testare queste due spiegazioni, Beaver ha usato un tipo di ricerca basata sull'adozione. "Abbiamo pensato che questa fosse un'impostazione molto interessante e quando abbiamo provato queste due ipotesi in competizione, in questo progetto di ricerca basato sull'adozione, abbiamo scoperto che non c'è alcuna associazione tra i genitori e l'intelligenza del figlio più avanti nella vita, una volta che teniamo conto delle influenze genetiche", ha detto Beaver.


Studiando i bambini che non condividono alcun DNA con i genitori adottivi si elimina la possibilità che la socializzazione dei genitori sia in realtà solo un marcatore della trasmissione genetica. "In precedenti ricerche, sembrava che la genitorialità avesse un effetto sull'intelligenza del figlio, ma in realtà sono i genitori più intelligenti a fare queste cose e questo maschera la trasmissione genetica dell'intelligenza ai loro figli", ha detto Beaver.


Questo significa che i genitori possono trascurare o traumatizzare i loro figli e questo non li danneggerà? "La mia risposta è no", ha detto Beaver, "ma il modo in cui gestisci tuo figlio non avrà un effetto rilevabile sul suo QI finchè quella genitorialità è entro i limiti normali".

 

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Beaver ha collaborato allo studio con Joseph A. Schwartz dell'Università del Nebraska di Omaha; Mohammed Said Al-Ghamdi e Ahmed Nezar Kobeisy della King Abdulaziz University in Arabia Saudita; Curtis S. Dunkel della Western Illinois University; e Dimitri van der Linden della Erasmus University in Olanda.

 

 

 

 

 


Fonte: Amy Farnum-Patronis in Florida State University (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Kevin M. Beaver, Joseph A. Schwartz, Mohammed Said Al-Ghamdi, Ahmed Nezar Kobeisy, Curtis S. Dunkel, Dimitri van der Linden. A closer look at the role of parenting-related influences on verbal intelligence over the life course: Results from an adoption-based research design. Intelligence, 2014; 46: 179 DOI: 10.1016/j.intell.2014.06.002

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