Come puniamo chi trasgredisce le norme?Un team internazionale di ricercatori, che comprendeva Balafoutas Loukas (Università di Innsbruck), Nikos Nikiforakis (NYU Abu Dhabi) e Bettina Rockenbach (Università di Colonia), ha condotto una ricerca pionieristica sulla questione di come le persone puniscono gli stranieri quando violano una norma.


Nel loro articolo sulla punizione diretta e indiretta, che è apparso su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), sono riusciti a dimostrare che entrambe le forme di punizione hanno un ruolo importante sul campo.


Se possibile, però, le persone preferiscono punire indirettamente, rifiutando di aiutare, invece di affrontare direttamente chi ha violato la norma.


I ricercatori sono stati in grado di dimostrare che le donne sono punite più spesso direttamente, gli uomini più spesso indirettamente.


I tre economisti erano interessati alle questioni della cooperazione. Balafoutas descrive la teoria sottostante così: "La nostra ipotesi di base è che gli esseri umani, a differenza degli animali, cooperino tra loro su vari livelli, non solo in piccoli gruppi, ma anche con gli estranei".


Nell'esperimento progettato in modo elaborato sul campo, i ricercatori volevano scoprire perché (e come) le persone puniscono gli stranieri per aver violato le norme. Gli economisti si sono concentrati su due possibili opzioni. "Eravamo particolarmente interessati alle forme di punizione diretta e indiretta", osserva Nikiforakis.


La prima domanda che i ricercatori hanno affrontato era se gli astanti puniscono le persone che hanno violato una norma sociale, mediante il confronto diretto o tramite il rifiuto indiretto di aiutare. Gli economisti hanno progettato un ambiente sperimentale in cui un attore o un'attrice gettano dei rifiuti deliberatamente su un marciapiedi ferroviario, buttando per terra un bicchiere di plastica. Poco dopo, questa persona deviante lascia cadere «accidentalmente» alcuni libri.


I ricercatori hanno osservato le reazioni degli spettatori che avevano assistito alla scena. In meno di un quinto dei casi (18,6 per cento) queste persone hanno aiutato il trasgressore della norma a raccogliere i suoi libri. Senza la precedente trasgressione della norma (buttare via il bicchiere), la disponibilità delle persone ad aiutare era più alta del doppio: il 39,7 per cento.


Mentre la persona che ha gettato il bicchiere è stata affrontata direttamente nel 17,0 per cento di tutti i casi e qualcuno le ha chiesto di raccogliere il bicchiere, il confronto diretto è avventuo con una probabilità significativamente minore (6,8 per cento), quando le persone erano in grado di esprimere indirettamente il loro risentimento rifiutando di aiutare. "Questo dimostra chiaramente che le persone preferiscono punire rifiutando di aiutare, e non affrontando direttamente i trasgressori della norma", riassume la Rockenbach.


Per la 2a domanda della ricerca, i tre economisti hanno esaminato se coloro che hanno affrontato direttamente i trasgressori venivano premiati dagli altri per le loro azioni. Secondo Nikiforakis, "una delle ipotesi era che una persona che ha il coraggio di intervenire avrà qualche tipo di beneficio, ad esempio, un maggiore riconoscimento sociale". Tuttavia, i risultati indicano che questi «eroi» non ricevono alcuna stima speciale o elogi da parte dei presenti.


Il team di ricerca ha osservato un risultato interessante nel campo della distribuzione di genere. "Siamo riusciti a dimostrare che le donne sono punite direttamente più spesso, mentre gli uomini sono puniti indirettamente più spesso", spiega Balafoutas. Una possibile spiegazione di questo fatto è che le persone potrebbero avere più coraggio ad affrontare direttamente le donne, perché il rischio di una escalation è considerato basso. A loro volta, gli uomini sono puniti più spesso indirettamente, rifiutando loro l'aiuto.


In sintesi, punire direttamente i trasgressori delle norme, indipendentemente dal fatto che siano uomini o donne, non comporta alcun tipo di beneficio o ricompensa per l'individuo. "Quindi, resta aperta la questione del perché e in quali situazioni le persone continuano a scegliere un confronto diretto", riflette la Rockenbach.


"La cooperazione è un campo molto complesso. Con questo studio, abbiamo osservato e analizzato per la prima volta le funzioni della punizione diretta e indiretta sul campo", hanno concluso i tre ricercatori.

 

 

 

 

 


Fonte: University of Cologne - Universität zu Köln (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: L. Balafoutas, N. Nikiforakis, B. Rockenbach. Direct and indirect punishment among strangers in the field. Proceedings of the National Academy of Sciences, 2014; DOI: 10.1073/pnas.1413170111

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