Il latte materno mostra una correlazione tra grassi alimentari e successo accademicoTu sei quello che mangi, dice il proverbio, e ora uno studio condotto da ricercatori della University of California di Santa Barbara e della Università di Pittsburgh suggerisce che l'adagio ripetuto spesso non si applica solo alla salute fisica, ma pure alla potenza del cervello.


In un articolo pubblicato online dalla rivista Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids, i ricercatori hanno confrontato i profili degli acidi grassi del latte materno delle donne di più di due dozzine di paesi, alle prestazioni degli esami scolastici dei bambini dei realtivi paesi.


I risultati dimostrano che la quantità di acido docosaesaenoico omega-3 (DHA) nel latte materno - grassi che si trovano principalmente in determinati pesci, noci e semi - è il predittore più forte delle prestazioni nei test. Supera il reddito nazionale e il numero di dollari spesi per alunno nelle scuole. I ricercatori hanno trovato che il DHA da solo rappresenta circa il 20 per cento delle differenze nei punteggi dei test tra i paesi.


Al contrario, la quantità di grassi omega-6 nel latte materno (grassi che provengono da oli vegetali come il mais e la soia) predice i punteggi più bassi dei test. Quando sono state considerate insieme le quantità di DHA e di acido linoleico (LA), il grasso omega-6 più comune, queste hanno spiegato quasi la metà delle differenze nei punteggi dei test. Nei paesi in cui le diete materne contengono più omega-6, gli effetti benefici del DHA sembrano essere ridotti.


"L'intelligenza umana ha una base fisica nelle grandi dimensioni del nostro cervello, che è circa sette volte più grande di quanto ci si aspetterebbe da un mammifero della nostra dimensione corporea", ha detto Steven Gaulin, professore di antropologia della University of California e co-autore della ricerca. "Dal momento che non c'è mai un pranzo gratis, questi grandi cervelli hanno bisogno di molto materiale da costruzione in più, e, cosa più importante, hanno bisogno di acidi grassi omega-3, in particolare di DHA. I grassi Omega-6, però, minano gli effetti del DHA e sembrano essere negativi per il cervello".


Entrambi i tipi di grassi omega devono essere immessi attraverso la dieta. Ma poiché le diete variano da luogo a luogo, per il loro studio Gaulin e il co-autore, William D. Lassek, MD, professore dell'Università di Pittsburgh e assistente chirurgo generale in pensione, hanno stimato il contenuto di DHA e LA (il grasso buono e quello cattivo) nella dieta di 50 paesi, esaminando gli studi pubblicati dei profili degli acidi grassi del latte materno delle donne.


I profili sono una misura utile per due motivi, secondo Gaulin. In primo luogo, poiché i vari tipi di grassi interferiscono uno con l'altro nel corpo, il DHA del latte materno mostra quanto di questo grasso, essenziale per il cervello, sopravvive alla concorrenza dell'omega-6. In secondo luogo, i bambini ricevono i grassi che formano il cervello dalla loro madre. I profili del latte materno indicano la quantità di DHA che i bambini in ogni regione ricevono nel grembo materno, attraverso l'allattamento al seno, e dalla dieta locale a disposizione della loro madre e a loro dopo lo svezzamento.


I risultati dei test accademici sono statti presi dal Programma per la Valutazione Internazionale degli Studenti (PISA- Programme for International Student Assessment), che somministra test standardizzati in 58 nazioni. Gaulin e Lassek hanno fatto la media dei tre test PISA - matematica, scienze e capacità di lettura - come misura della prestazione cognitiva. Per 28 paesi i ricercatori hanno trovato le informazioni relative sia al latte materno che ai punteggi dei test.


"Guardando a quei 28 paesi, il contenuto di DHA del latte materno era il miglior predittore singolo di prestazione della prova di matematica", ha detto Gaulin. Il secondo miglior indicatore era la quantità di omega-6, e il suo effetto è l'opposto. "Considerando i benefici dell'omega-3 e il danno dell'omega-6, possiamo arrivare maledettamente vicino a spiegare metà della differenza nei punteggi tra i paesi", ha aggiunto. Quando consideriamo insieme DHA e LA, ha aggiunto, essi sono due volte più efficaci nel predire i punteggi dei test che non da soli, ha detto Gaulin.


Gaulin e Lassek hanno considerato anche due fattori economici: il prodotto interno lordo (una misura della ricchezza media in ogni nazione) pro capite e le spese per studente in materia di istruzione. "Ognuno di questi fattori aiuta a spiegare alcune delle differenze tra le nazioni nei punteggi dei test, ma il profilo degli acidi grassi del latte materno medio in un determinato paese è un  indicatore migliore della prestazione cognitiva media in quel paese rispetto a una qualunque delle misure socio-economiche tradizionali che le persone usano", ha detto Gaulin.


Con la loro analisi, i ricercatori concludono che sia il benessere economico che la dieta fanno la differenza in termini di prestazioni nei test cognitivi, ed i bambini sono migliori quando hanno entrambi i fattori a loro favore. "Ma se dovessi sceglierne uno, dovrei scegliere la dieta migliore, piuttosto che l'economia migliore", ha detto Gaulin.


[...]


Gaulin aggiunge che la maionese è, in generale, l'alimento con più omega-6 nel frigorifero della persona media. "Se si assume troppo omega-6 e troppo poco omega 3, si finirà per pagare un prezzo cognitivamente", ha detto.


Il problema è una grande preoccupazione per le donne, osserva Gaulin, perché "è da lì che i cervelli dei ragazzi provengono. Ma è importante anche per gli uomini perché devono prendersi cura del cervello che la mamma ha loro dato. Proprio come una macchina da corsa brucia un po' dell'olio motore ad ogni giro, il nostro cervello brucia omega-3 ed è necessario ricostituirlo ogni giorno", ha detto.

 

 

 

 

 


Fonte: Andrea Estrada in University of California (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: W.D. Lassek, S.J.C. Gaulin. Linoleic and docosahexaenoic acids in human milk have opposite relationships with cognitive test performance in a sample of 28 countries. Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids (PLEFA), 2014; DOI: 10.1016/j.plefa.2014.07.017
Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Il contenuto di questo articolo non dipende da, nè impegna la Biblioteca Comunale di Altivole. I siti terzi raggiungibili da eventuali link contenuti nell'articolo sono completamente estranei alla Biblioteca, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.