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I benefici cognitivi dei bambini bilingueUn team di ricercatori e scienziati clinici di Singapore e internazionali ha scoperto che ci sono dei vantaggi connessi con l'esposizione a due lingue nell'infanzia.


Nell'ambito di un studio a lungo termine su una coorte di neonati e relative madri di Singapore chiamato GUSTO, i bambini di sei mesi bilingue hanno riconosciuto le immagini familiari più velocemente di quelli cresciuti in case monolingue.


Essi hanno anche prestato più attenzione alle nuove immagini rispetto ai bambini monolingui. I risultati rivelano un vantaggio cognitivo generalizzato che emerge precocemente nei bambini bilingui, e non è specifico di una determinata lingua. I risultati sono stati pubblicati online il 30 luglio 2014 dalla rivista scientifica Child Development.


I neonati hanno visto una immagine colorata di un orso o di un lupo. Per metà del gruppo l'orso è stato fatto diventare un'immagine "familiare", mentre quella del lupo era "nuova", e viceversa per il resto del gruppo. Lo studio ha dimostrato che i bambini bilingui si annoiano per le immagini familiari più velocemente rispetto ai bambini monolingui.


Diversi studi precedenti sull'argomento avevano dimostrato che la velocità con cui un bambino si annoia di un'immagine familiare e la conseguente preferenza per la novità è un predittore comune di esiti evolutivi prescolari migliori, tipo le prestazioni avanzate nel concetto di formazione, di cognizione non verbale, di test del linguaggio espressivo e ricettivo, e di IQ.


Gli studi precedenti avevano dimostrato che i bambini che hanno visto l'immagine e si sono poi annoiati rapidamente, hanno dimostrato, in seguito come ragazzi, prestazioni superiori in vari domini della cognizione e del linguaggio.


I bambini bilingue si fissavano anche per periodi di tempo più lunghi sulle immagini nuove rispetto ai loro coetanei monolingui, dimostrando una "preferenza per la novità". Altri studi in materia hanno dimostrato che questo è collegato a migliori prestazioni nei test di intelligenza e di linguaggio più tardi durante il periodo pre-scolastico e negli anni scolastici.


Il professore associato Leher Singh, del Dipartimento di Psicologia della National University of Singapore e autore principale di questo studio, ha detto: "Una delle maggiori sfide della ricerca infantile è la raccolta dei dati. Il lavori di assuefazione visiva funzionano meravigliosamente, perché ci vogliono solo pochi minuti e capitalizzano su quello che fanno i bambini in modo così naturale: diventare rapidamente interessati a qualcosa di nuovo e poi passare rapidamente a qualcos'altro. Anche se è un compito piuttosto semplice, l'assuefazione visiva è uno dei pochi compiti, durante l'infanzia, che ha dimostrato di predire lo sviluppo cognitivo più tardi".


Un bambino bilingue incontra informazioni linguistiche più innovative rispetto ai suoi coetanei monolingui. A sei mesi di età il bambino in una famiglia bilingue non sta solo imparando un'altra lingua; sta imparando due lingue, mentre apprende a discernere tra le due lingue che sente. E' possibile che, dal momento che l'apprendimento di due lingue contemporaneamente richiede più efficienza di elaborazione delle informazioni, i bambini abbiano la possibilità di crescere a questa sfida sviluppando competenze per farvi fronte.


Dice il Prof Leher Singh: "Come adulti, apprendere una seconda lingua può essere doloroso e laborioso. A volte proiettiamo questa difficoltà sui nostri bambini, immaginando uno stato di grande confusione poichè due lingue si accalcano nello spazio nelle loro testoline. Tuttavia, un gran numero di studi ci hanno dimostrato che i bambini sono univocamente ben posizionati per affrontare le sfide dell'acquisizione bilingue e di fatto possono beneficiare di questo viaggio".


In confronto a molti altri paesi, una grande percentuale di bambini di Singapore nasce in ambienti bilingue. Questa scoperta che l'input bilingue per i bambini è associato al potenziamento cognitivo, suggerisce un forte vantaggio neurocognitivo potenziale per i bambini di Singapore al di fuori del dominio del linguaggio, nell'elaborazione di nuove informazioni e nel riconoscere oggetti familiari con maggiore precisione.


Il campione di questo studio comprendeva 114 bambini cinesi, malesi e indiani, di cui 60 erano bilingue. Non c'erano differenze in materia di istruzione e di reddito delle madri, o reddito delle famiglie, tra i gruppi monolingue e bilingue. I bambini bilingue in questo studio sono definiti come i bambini che hanno almeno il 25 per cento dell'esposizione ad una seconda lingua. I bambini monolingui in questo studio sono definiti come quelli che hanno almeno il 90 per cento dell'esposizione ad una prima lingua (inglese).

 

 

 

 

 

 


Fonte: A*Star Agency for Science, Technology and Research  (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Leher Singh, Charlene S. L. Fu, Aishah A. Rahman, Waseem B. Hameed, Shamini Sanmugam, Pratibha Agarwal, Binyan Jiang, Yap Seng Chong, Michael J. Meaney, Anne Rifkin-Graboi. Back to Basics: A Bilingual Advantage in Infant Visual Habituation. Child Development, 2014; DOI: 10.1111/cdev.12271

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