Imparare a leggere: ingannare il cervelloIl lettore deve imparare a distinguere le lettere specchiate (b/d), separate sullo schermo del computer da una croce (+). Credit: ©Laboratoire de Psychologie du Développement et de l'Éducation de l'Enfant - LaPsyDÉ (CNRS/Université Paris Descartes, Sorbonne-Paris-Cité /Université de Caen Basse-Normandie)Durante la lettura, bambini e adulti devono evitare di confondere le lettere speculari (come b/d o p/q).


Perché è difficile distinguere queste lettere?


Quando si impara a leggere, il cervello deve essere in grado di inibire il processo di generalizzazione-specchio, un meccanismo che facilita il riconoscimento di oggetti identici indipendentemente dal loro orientamento, ma che anche impedisce al cervello di differenziare le lettere che sono diverse ma simmetriche.


Uno studio su questo argomento, condotto da ricercatori del Laboratoire de Psychologie du Développement et de l'Education de l'Enfant (CNRS / Université Paris Descartes / Université de Caen Basse-Normandie), è disponibile sul sito internet del Psychonomic Bulletin & Review.


Negli ultimi anni, molti studi sul processo di apprendimento della lettura si sono basati sull'ipotesi di riciclo neuronale: il riutilizzo di vecchi meccanismi cerebrali in un nuovo ruolo adattativo, una sorta di «trucco biologico». In particolare, i neuroni che sono in origine dedicati alla rapida identificazione di oggetti nell'ambiente, attraverso il processo di generalizzazione-specchio, sono «ri-proposti» durante l'infanzia per specializzarsi nel riconoscimento visivo delle lettere e parole.


In questo studio, i ricercatori hanno mostrato a 80 giovani adulti delle coppie di immagini, prima due lettere e poi due animali, chiedendo loro di determinare se erano identiche. I lettori hanno passato con coerenza più tempo a determinare che due immagini di animali, quando precedute da lettere speculari, erano effettivamente identiche.


Questo aumento del tempo di risposta si chiama «priming negativo»: i lettori dovevano inibire il processo di generalizzazione-specchio per distinguere le lettere, come b/d o p/q. Avevano quindi bisogno di un po' di tempo in più per riattivare questa strategia quando diventava di nuovo utile per identificare rapidamente gli animali.


Questi risultati dimostrano che anche gli adulti devono inibire il processo generalizzazione-specchio per evitare errori di lettura. I bambini devono quindi imparare ad inibire questa strategia quando imparano a leggere. Un fallimento nell'inibizione cognitiva durante il riciclo dei neuroni visivi nel cervello potrebbe quindi essere un fattore nella dislessia; una direzione che vale la pena esplorare, alla luce di questi risultati.

 

 

 

 

 


Fonte: CNRS - Délégation Paris Michel-Ange  (>English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Grégoire Borst, Emmanuel Ahr, Margot Roell, Olivier Houdé. The cost of blocking the mirror generalization process in reading: evidence for the role of inhibitory control in discriminating letters with lateral mirror-image counterparts. Psychonomic Bulletin & Review, 2014; DOI: 10.3758/s13423-014-0663-9

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