Studiare velocemente

Il sogno di ogni studente è studiare bene e in modo veloce. Per ottenere buoni risultati nei compiti in classe e nelle interrogazioni, però, non basta dare una lettura superficiale ai libri e uno studio approssimativo. Per sviluppare un buon metodo di studio che ti permetta di prendere voti alti, senza rinunciare al tuo tempo libero, puoi imparare le tecniche di lettura veloce.

Niente panico. Non è difficile. Basterà solo un po' d'impegno e pratica. Del resto a scuola nessuno ti ha mai insegnato a leggere nel modo giusto. La maggior parte degli studenti, infatti, legge nel modo sbagliato perchè non è a conoscenza delle tecniche di lettura veloce che consentono di risparmiare tempo e fatica. In media ognuno di noi legge 200 parole al minuto, con le tecniche di lettura e apprendimento veloce si può arrivare a leggerne oltre 500. In questa guida vi parleremo delle tecniche di lettura veloce di base - livello I - che vi aiuteranno a leggere fino a 300 parole al minuto e velocizzare il vostro studio.

 

Le tecniche

1. Lettura selettiva

Per comprendere quello che si legge, non è necessario leggere ogni singola parola di un testo. Chi conosce le tecniche di lettura veloce non legge parola per parola. Vediamo insieme come fare. Leggi il testo che segue, concentrandoti solo sulle parole in grassetto, salta del tutto quelle più chiare.

Oggi è arrivata in classe una nuova compagna. Si chiama Maria. Sembra carina e anche molto intelligente. Ha i capelli biondi e la città da cui proviene è Milano. La prof di lettere le ha assegnato il banco vicino a Marco, il secchione della III A.

Avete notato come riuscite a leggere le parole meno importati, senza concentrarvi direttamente su di loro? Questo perché le parole non in grassetto richiedono così poco sforzo di elaborazione che per cogliere il loro significato basta semplicemente passare lo sguardo su di loro.

La lettura selettiva è anche un'ottimo modo per potenziare le capacità di apprendimento. Il nostro cervello è infatti in grado di elaborare solo un numero finito di informazioni in un dato momento. Quindi miglioriamo i processi cognitivi evitando di soffermarci sulle parole brevi come preposizioni e articoli, concentrandoci su quelle di cui vogliamo davvero capire il significato. La sfida è riuscirci quando le parole non sono in grassetto. In generale si può scorrere velocemente su tutte le parole che sono lunghe meno di 5 lettere.

 

2. Ottimizzare la distanza di lettura

MetStudio1Per leggere e imparare più velocemente allontanare il testo che si sta leggendo. Ecco perchè:

  • Il campo visivo si estende con la distanza;
  • Gli occhi si sforzano meno.

 

Con la pratica si capirà qual è la distanza ideale che deve separare gli occhi dal testo. Provare da subito a distanziarsi dal libro un paio di centimentri. Non dimenticare di tenere in considerazione il carattere, il colore, e le caratteristiche grafiche del testo che si sta leggendo.

 

3. Allenare gli occhi

Spesso gli occhi sono solo pigri. Possono leggere più velocemente, ma non vogliono. Per superare questa pigrizia, bisogna stimolare continuamente gli occhi, mantendoli in attività. Ecco cosa si può fare.

MetStudio2Seguire per 15 secondi con gli occhi la linea della figura qui sopra nel modo più rapido possibile. Non muovere la testa, sono gli occhi che devono correre. Quindi cercare di mantenere questo stato di tensione con il metodo del puntatore, la tecnica comunemente usata per mantenere alta la velocità durante la lettura.

  1. Mentre si legge seguire con una penna il testo, come se lo si sottolineasse riga per riga, senza inchiostro
  2. Seguire la penna con gli occhi, senza distrarsi
  3. Aumentare la velocità in modo graduale, fino a raggiungere il limite
  4. Quindi diminuire la velocità, circa del 10%.

Il metodo puntatore offre tre vantaggi:

  • Assicura una lettura alla velocità massima
  • Aiuta a mantenere una velocità costante
  • Riduce le distrazioni

Se si perde spesso il senso di quello che si legge, si noterà che questo metodo consentirà di ridurre o eliminare il problema. A distrarci spesso sono le linee direttamente sopra e sotto la linea che si sta leggendo. Quando leggiamo, infatti, i nostri occhi non si spostano su una linea retta, ma si muovono in un movimento ondulato, su e giù. Utilizzando un puntatore per guidare i vostri occhi in linea retta si elimina il problema.

In meno di una settimana queste tecniche di lettura veloce miglioreranno il nostro metodo di studio e ci permetteranno di leggere e studiare in modo rapido e efficiente.

 

Fonte: studentville.it

 

Memorizzazione a lungo termine

Ecco un’altra tecnica che aiuterà molto tutti gli studenti e non solo: i principi della memorizzazione a lungo termine.

Sì, perché il cervello ha un metodo tutto suo per ricordare le cose, e una volta compreso si può “bypassare” la selezione automatica che fa e obbligarlo a memorizzare i dati che ci interessano. O, per essere più precisi, questo è un sistema per suggerire al nostro cervello quali sono i dati da tenere.

Come tutti sanno, per memorizzare qualcosa non bisogna fare altro che ripeterla all’inverosimile.

Ok, funziona, ma è il metodo più efficace? No, a dire la verità non è altro che una perdita di tempo. Ripassare è sì la strada maestra per memorizzare a lungo termine qualsiasi tipo di informazione, ma ripetere qualcosa più del numero strettamente indispensabile di volte è inutile.

Quindi ecco una tabella temporale da seguire per ridurre al minimo le ripetizioni necessarie per imparare un concetto anche complesso, senza però dimenticarlo.

Iniziamo dal presupposto che ti sei già applicato: hai appena finito di studiare un dato capitolo di un dato libro e lo sai perfettamente, ora non ti resta altro che tenerlo in mente per quella settimana (o mese, o sei mesi) che ti separano dall’esame. Il tutto, come detto sopra, sprecando il minor tempo possibile. Niente di più semplice!

1 – Dopo lo studio iniziale, la mente classifica le informazioni come “probabilmente inutili” e per questo le mette nella memoria a breve termine. Ma, visto che ci hai comunque dedicato del tempo, non andrà in quella che dura pochi secondi, bensì in quella breve-media: il cervello ne farà piazza pulita in quindici minuti circa. Ma allo stesso tempo, se si ripassa subito dopo aver studiato, la mente non dovrà andare a prendere le informazioni nella memoria (perché sono fin troppo fresche) e lo sforzo sarà inutile. Quindi vai a rilassarti per dieci minuti circa, e solo allora riprendi in mano la materia. Perfetto, adesso ripassa e farai capire al cervello che quelle informazioni meritano di essere ricordate: non sono ancora fissate a lungo termine, ma quanto meno è abbastanza per passare la notte.

2 – Il giorno dopo, la mente classifica le informazioni come “potenzialmente utili” e le mette nella memoria a medio termine. Ma sa anche fin troppo bene che molto spesso non serve ricordare qualcosa per più di un giorno, quindi memorizzarle già a lungo termine sarebbe uno spreco di energie. Se dopo 24 ore si ripassa nuovamente l’argomento, allora il cervello comincerà veramente a pensare che sono cose che vale la pena ricordare. Ma opterà ancora per una soluzione intermedia: saranno ancora nella memoria a medio termine, ma verranno ricordate per una settimana.

3 – Dopo una settimana, la mente è preparata a far entrare le cose nella memoria a lungo termine, le informazioni sono classificate come “probabilmente utili”. Eseguire la ripassata finale dopo 7 giorni, ed ecco fatto: con solo tre ripassate quello che si sapeva all’inizio è entrato tale e quale nella memoria a lungo termine. Questo potrebbe bastare per la maggior parte delle persone, ma volendo si può ancora fissare le informazioni in maniera più duratura: sono infatti nuove fra i ricordi a lungo termine, e non ci sono ancora abbastanza collegamenti neuronali per renderle stabili a vita. Per questo cominceranno a svanire dopo un mese circa.

4 – Ripassare dopo un mese, e i collegamenti neuronali per quelle informazioni triplicheranno. A livello celebrale la cosa è decisamente più complessa, ma il succo è questo: adesso le informazioni verranno ricordate per ben tre mesi. Non basta? Un ultimo ripasso alla scadenza prefissata di novanta giorni e quello che si è studiato sarà ricordato per sempre. E tutto questo avendo ripassato in totale cinque volte: molto meno del numero di ripassi che gli studenti fanno prima di un esame!

 

Fonte: mindcheats.net

 

Mappe mentali

Sono in pochi a non aver mai sentito parlare delle famose mappe mentali, che vengono proposte come uno dei migliori metodi di studio. Niente di più vero, ma come con ogni cosa bisogna avere un po’ di criterio: utilizzarle non è difficile ma non è nemmeno così banale come potrebbe sembrare, e per ottenere il risultato migliore bisogna tenere presenti alcune accortezze. In questo modo si può riuscire a fissare nella mente le informazioni che si vogliono mantenere, e risparmiare veramente un sacco di tempo quando si parla di studiare per un esame.

1 – Studiare il libro

Eh, sì, purtroppo questa parte bisogna ancora subircela in tutto il suo “splendore”. Le mappe mentali vanno utilizzate per ripassare e non per studiare, quindi la prima fase è sempre quella. Ciò che invece non si dovrà fare è la seconda noiosissima parte: cercare di ricordare tutto quello che si è studiato. Di solito si usa ripetere milioni di volte la stessa cosa, ma d’ora in poi si può lasciarsi alla spalle questo bruttissimo metodo. Per studiare più velocemente, allora quello che serve è un corso di lettura veloce.

2 – Mettere l’argomento principale in centro

Prendere un foglio bianco, meglio se di dimensioni generose, e scrivere al centro il filo conduttore di quello che si è studiato. Si può usare il titolo del libro, ad esempio. O se l’argomento è veramente vasto, si può dedicare una mappa mentale per ogni macro-argomento (ma cercare sempre di limitarsi).

Esempio di mappa mentaleEsempio di mappa mentale. (Fonte: Wikipedia) Clicca per ingrandire3 – Far partire tanti rami

Tanti quanti sono gli argomenti principali direttamente correlati a quello iniziale, far partire una serie di frecce che puntano alle varie categorie; se si preferisce, si può scrivere i punti direttamente sopra alla linee: questo è molto utile soprattutto all’inizio, per abituarsi a non scrivere tonnellate di testo. Se hai studiato bene precedentemente, ti verranno in mente centinaia di cose.

È normale, ma non puoi iniziare un elenco infinito. Pensaci un po’ e cerca di includere tutti gli argomenti in pochi punti. Ad esempio, l’argomento centrale “mappa mentale ” può essere suddiviso nell’elenco numerato che compone questo post.

Ricorda di essere sintetico: cinque o sei parole bastano per descrivere un concetto. Ricorda che non devi riscrivere tutto quello che sai, altrimenti sei punto e a capo.

4 – Sviluppare

Da ogni punto che hai precedentemente individuato, fanne partire altri che spieghino più in dettaglio lo stesso. Cercando di mantenere sempre la solita sintesi, puoi utilizzare più e più ramificazioni per i punti chiave.

5 – Usare un colore per argomento

Ognuna della macro-categorie che hai fatto partire dall’argomento principale della mappa dovrà avere un colore definito e facilmente distinguibile dagli altri. In questo modo il tuo cervello sarà ancora più incline ad archiviare separatamente le informazioni, rendendo lo studio più efficace. In altre parole, con i colori dici al cervello che non deve mischiare le cose.

6 – Usare la creatività

Puoi aggiungere dei disegni o delle figure geometriche familiari insieme alle parole. Perché diciamolo: le parole sono noiose e impersonali, e per questo al cervello non piacciono e non le ricorda. Quello che invece gli piace sono le cose creative, quindi usale ad esempio per richiamare i punti fondamentali da memorizzare. Sperimenta con il tempo soluzioni alternative, con la pratica troverai un metodo su misura per le esigenze del tuo cervello.

7 – Ripetere

Adesso ricordare quello che hai studiato non sarà più un problema. O meglio, ripassarlo sarà un gioco da ragazzi. Non ti serve più prendere il mattone di mille pagine e passare ore e ore a ripetere tutto a memoria, ti basterà prendere in mano la mappa mentale per avere immediatamente sott’occhio tutto il necessario.

Una volta che la mente ha ben fissata la struttura generale, richiamerà tutte le informazioni senza problemi, i vuoti di memoria saranno solo un brutto ricordo. Quindi non solo i ripassi saranno più veloci, ma anche molto più efficaci. In questa fase ti tornerà utile sapere come funziona la memorizzazione a lungo termine.

Il metodo che si cela dietro alle mappe mentali è quello delle connessioni. Al cervello non piace memorizzare le informazioni in forma di testo, ovvero come ci vengono proposte nel manuale, perché non è così che i neuroni si interfacciano fra di loro. La mente umana è una rete, dove ogni cellula è collegata con dei “fili” (dendriti) ad ogni altra. Imitando in piccolo questa struttura nel metodo di studio, il cervello riuscirà a memorizzare a una velocità superiore.>

 

 

Fonte: mindcheats.net

 

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