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Ritratto di Caterina Cornaro dipinto da Tiziano e bottega (Fonte: Wikipedia)Ritratto di Caterina Cornaro dipinto da Tiziano e bottega (Fonte: Wikipedia)Caterina Cornaro, regina di Cipro, Gerusalemme e Armenia e signora di Asolo (1454-1510)

 

Nella campagna a nord di Altivole, ai piedi dei colli asolani, isolato nella sua misteriosa e affascinante bellezza, sopravvive un monumento, indissolubilmente legato a una personalità tra le più note della storia veneta: Caterina Cornaro (o Corner), appartenente a una delle famiglie patrizie più facoltose della Serenissima Repubblica di Venezia.

L’edificazione del Barco, iniziata intorno al 1491 e continuata a cavallo dei due secoli, chiude la prima, intensa fase della vita di Caterina e ne apre la seconda, in tutto diversa dalla precedente.

Caterina nacque a Venezia nel palazzo di Ca’ Corner di San Cassiano il 25 novembre 1454 da Fiorenza Crispo (figlia di Nicolò, duca di Naxos e dell’arcipelago delle Cicladi), e dal patrizio veneziano Marco Cornaro.

Nel 1468, appena quattordicenne, fu data in sposa per procura al re di Cipro, Giacomo II di Lusignano, figlio bastardo di Giovanni II, il quale nel 1464 aveva usurpato il trono alla sorellastra Carlotta.

Dichiarata dal Senato veneto “figlia della Repubblica” e beneficiata dallo zio Andrea di una dote di 100.000 ducati, la giovanissima veneziana e il suo matrimonio, celebrato solo nel 1472 a Famagosta, furono, in realtà, strumento politico delle mire espansionistiche veneziane sull’isola cipriota, dove gli stessi Cornaro da lungo tempo disponevano di cospicui interessi economici.

Particolare della loggia, Archivio BibliotecaParticolare della loggia, Archivio BibliotecaNell’anno successivo al matrimonio, Giacomo II moriva improvvisamente nella notte tra il 6 e il 7 luglio in circostanze oscure, lasciando Caterina incinta di un figlio, Giacomo, nato il 28 agosto. Il vuoto di potere creato dalla morte del Lusignano innescò interminabili conflitti e congiure, di tale gravità da indurre Venezia a decidere l’annessione dell’isola. Per la Serenissima si trattò allora di agire con risolutezza, ponendo fine all’endemica instabilità del governo cipriota.

Il 24 gennaio 1489, Francesco Priuli e Giorgio Corner, fratello della regina, giunsero a Cipro. Fu Giorgio a convincere Caterina ad abdicare spontaneamente al regno e a lasciare per sempre l’isola.

Il 14 marzo Caterina partì da Cipro, giungendo a Venezia il 5 giugno. Accolta come il suo rango regale esigeva, il 20 giugno ottenne l’investitura vitalizia sulla terra e il castello di Asolo, la rendita annua di 8.000 ducati e la conservazione del titolo di regina di Cipro, Gerusalemme e Armenia.

Regina Cornaro - Museo Civico AsoloRegina Cornaro - Museo Civico AsoloCaterina entrò solennemente in Asolo l’11 ottobre 1489, accompagnata da una piccola corte, nella quale numerosi erano i ciprioti. Trascorse gli anni successivi tra il borgo asolano, Venezia, nel palazzo di famiglia a S. Cassiano, nella sua villa di Murano e nella quiete del Barco.

La Cornaro accolse, nelle sue residenze veneziana e muranese, alcuni dei personaggi più noti del mondo politico e culturale del tempo, tra cui Isabella d’Este, Eleonora d’Aragona, Pandolfo Malatesta e Beatrice Sforza. La sovrana si circondò in Asolo di poeti e letterati.

Fondamentale fu il rapporto con Pietro Bembo (1470-1547), parente della Cornaro, umanista e poeta di prima grandezza, autore degli Asolani, poema composto nel 1505 nel quale si idealizzava la corte di Caterina e lo stesso Barco di Altivole come uno dei luoghi simbolo del Rinascimento italiano.

Oltre al Bembo, anche Andrea Navagero, poeta, oratore, diplomatico, bibliotecario della Marciana e storico della Repubblica veneta, fu certamente alla corte di Caterina a Venezia e a Murano ed ebbe l’incarico di comporre e pronunciare la solenne orazione funebre alla sua morte (1510).

CaGentile Bellini, Ritratto di Caterina Cornaro, 1500 ca, Budapest, Szépmuvészeti MuzeumGentile Bellini, Ritratto di Caterina Cornaro, 1500 ca, Budapest, Szépmuvészeti Muzeumterina amministrò con saggezza il piccolo regno, sino al 1509, quando la guerra proclamata contro Venezia dalla Lega di Cambrai condusse le truppe dell’imperatore Massimiliano ad occupare Asolo.

Dopo alterne vicende, gli armati tedeschi nella primavera del 1510 ricomparvero al Barco, inducendo Caterina a riparare a Venezia, dove morì nella notte tra il 9 e il 10 luglio 1510. Gli furono tributate solenni onoranze e venne sepolta nella cappella di famiglia della chiesa dei SS. Apostoli.

I resti furono traslati alla fine del ‘500 nella chiesa del S. Salvatore, nel monumento funebre tuttora visibile.

Il Barco, ‘luogo di delizia’, fu donato da Caterina al fratello Giorgio, che con testamento della regina dell’anno 1508 ne divenne erede universale.

 

 

Altre immagini

 

 

 

Bibliografia

  • Francesco Boni De Nobili, Caterina Cornaro, dal Regno di Cipro alla Signoria di Asolo, De Bastiani, Godega S.U. 2012
  • Giuseppe Campolieti, Caterina Cornaro: regina di Cipro, signora di Asolo, Camunia, Milano 1987
  • Charles Cawley, Medieval Lands, Cyprus (ospitato nel sito www.Medieval_Lands, Familypedia)
  • Attilio Centelli, Caterina Cornaro e il suo regno, Ongania, Venezia 1892
  • Antonio Colbertaldo, Breve compendio della vita di Cattarina Cornara, Regina di Cipro
  • Loredana (Anna Loredana, Zacchia Rondinini), Caterina Cornaro regina di Cipro, Cosmopoli, Roma 1938

e-books Google sulla Regina Cornaro

 

La Regina ritratta da TizianoTiziano: ritratto della regina Caterina Corner

 

Per approfondire

 

 

Nozze Regina a VeneziaCaterina Cornaro: Le nozze a Venezia di Francesco Antonibon

 

 

 

 

 I luoghi della Regina Cornaro

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